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(studenti intermedio-avanzati) 3
incontri pomeridiani di 2 ore e
30 circa (proiezioni + discussione) Min. 2 partecipanti Costo del corso : Euro 150
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Premessa dell’insegnante:
Probabilmente
il cinema italiano che va dal dopoguerra alla metà degli anni ’70,
rappresenta in assoluto il più importante tra i fenomeni artistico –
culturali italiani del ‘900, cosa che non può essere detta, ad esempio, della
letteratura o delle altre arti figurative italiane dello stesso periodo.
Conoscere questa cinematografia può significare conoscere e capire molti
aspetti dell’Italia degli ultimi 50 anni.
Per
esperienza personale, mi trovo a dire che discutere di cinema senza conoscere le
opere di cui si parla ha poco più senso che discutere di un quadro che non si
è mai visto e oltre che inutile e fuorviante ai fini della comprensione del
fenomeno, è anche molto noioso.
Credo che la
cosa più logica sia quella di mettere gli interessati direttamente di fronte
agli oggetti in questione, cioè le opere filmiche, precedendo, o magari
seguendo le proiezioni con discussioni che tendano a
inquadrare l’opera in esame nel contesto del filone a cui appartiene e anche,
magari, in un contesto di riferimenti storici e sociologici.
In
poche parole quindi, propongo una serie di incontri, più che lezioni, ognuno
dei quali comprenda la proiezione di un’opera significativa nel suo genere e,
ripeto, un inquadramento filologico – comparativo dell’oggetto di
riferimento, in modo da coprire gli immaginari capitoli principali della
cinematografia nazionale italiana.
1.
Neorealismo.
2.
Commedia
all’italiana.
3.
Il
cinema degli autori.
4.
Il
cinema di serie ‘B’.
5.
Il
nuovo cinema italiano.
1.
Neorealismo.
L’Italia
della ricostruzione. La negazione della spettacolarità come modalità di
espressione. Il realismo come marca distintiva dello stile cinematografico
italiano.
Visione
consigliata: Germania anno 0, 1948, di Roberto Rossellini.
Visioni
alternative: Roma città aperta, Paisà, Sciuscià, Ladri
di biciclette, Il cammino della speranza.
2.
Commedia all’italiana.
La
derivazione realistica in chiave di commedia. I mattatori; Sordi, Gassman,
Tognazzi. L’Italia del boom.
Visione
consigliata: Il sorpasso, 1962, di Dino Risi.
Visioni
alternative: Guardie e ladri, I soliti ignoti, La grande guerra,
Mafioso.
3.
Il cinema degli autori.
Fellini,
Antonioni, Pasolini. La messinscena come operazione intellettuale. La
“nouvelle vague” italiana e il cinema ideologico; Ferreri, Olmi, Bellocchio.
Visione
consigliata: La dolce vita, 1960, di Federico Fellini.
Visioni
alternative: Mamma Roma, 8 ½, Giulietta degli spiriti, I
pugni in tasca, Blow Up, Dillinger è morto.
4.
Il cinema di serie ‘B’.
La
commedia di costume degli anni ’60 e ’70. Gli “Spaghetti Western”. Il
poliziottesco. L’horror all’italiana.
Visione
consigliata: Lo chiamavano Trinità, 1970, di Enzo Barboni Clucher.
Visioni
alternative: Il buono il brutto e il cattivo, Fantozzi, Febbre
da cavallo, Milano a mano armata, L’uccello dalle piume di
cristallo.
5.
Il nuovo cinema italiano.
La
crisi degli anni ’80 e la frammentazione dei generi. L’eredità neorealista
e della commedia all’italiana; Amelio, Risi, Moretti, Verdone. Il cinema da
esportazione; Bertolucci, Tornatore, Benigni, Salvatores.
Visione
consigliata: Palombella rossa, 1989, di Nanni Moretti.
Visioni
alternative: Un sacco bello, Bianca, Mery per sempre, Mediterraneo,
Il ladro di bambini, Il piccolo Buddha.
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